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American IPA, diario di una cotta

American IPA, diario di una cotta

by 01/05/2012 0 comments

20120430-211016.jpgEccoci qua per il primo resoconto di una cotta completa sul blog.
Appuntamento alle 10, si parte subito con il mulino per macinare i grani. Decidiamo di bagnare i grani per tentare di avere una birra finita più limpida ma non ci soddisfa, forse il mulino Corona non è l’ideale per questa pratica. Dopo i primi 2 kg di malto decidiamo di abbandonare l’acqua e di tornare a macinare il malto asciutto come abbiamo sempre fatto.
Detto fatto si procede, Simone macina il malto come un vero professionista mentre io peso e rabocco il mulino per non perdere il ritmo.
Si passa all’ammostamento e, con grandissima gioia scopriamo che il vecchio termometro ha quasi 3 gradi di differenza col nuovo, ecco perchè le precedenti birre erano povere di corpo. E ti credo pensavamo di avere una temperatura che però non c’era 😉
Comunque sia facciamo uno step a 64°C e uno step a 70°C, test dello iodio e conversione completa. Portiamo la temperatura a 78° per il mash out e la manteniamo per 15 minuti.

20120501-090123.jpgSi passa alla fase della filtrazione, tutto procede senza intoppi. Nel frattempo ci spariamo un po’ di pizza e un paio di bottiglie da 75, giusto per non perdere l’abitudine. Raccogliamo 27litri, ci siamo tenuti un po’ larghi perchè il malto ci è sembrato pieno di impurità. Prima di mettere in pentola abbiamo fatto un travaso dopo aver lasciato 15 minuti a riposare, per essere certi di lasciare quante più impurità sul fondo del fermentatore. Misuriamo la OG preboil, 1057 contro i 1058 calcolati dal software. Perfetto direi. Trasferiamo tutto in pentola e poi via, verso la bollitura. La luppolatura prevede Columbus per 90 minuti e Athanum a 0 minuti. Si passa al raffreddamento: vai con la serpentina e portiamo tutto a 21-22°C.
A questo punto facciamo il whirlpool e lasciamo riposare per 15 minuti. Nel frattempo abbiamo reidratato 2 bustine di lievito secco s-04 perchè la OG prevista dal software è di 1078.
Iniziamo a trasferire il mosto nel fermentatore, si intravede la luce in fondo al tunnel 🙂

20120501-093715.jpgQuesta è tutta la porcheria depositata sul fondo della pentola. Alla fine del travaso raccogliamo 19 litri. Misuriamo la OG ed è 1068, ben 10 punti in meno della previsione del software. Nel complesso l’efficienza è del 70%, ci possiamo ritenere soddisfatti ma qualcosa ancora mi sfugge nella dinamica dei processi. Non ci perdiamo d’animo, ossigeniamo per bene e inoculiamo il lievito e mettiamo il fermentatore nell’apposito box in legno coibentato autocostruito.

Dal primo assaggio del mosto sembrerebbe un po’ troppo sbilanciato sull’amaro, anche perchè con un’efficienza più bassa del previsto i valori in campo si sono un po’ mescolati. Tra un paio di mesi, se il risultato sarà soddisfacente posteremo anche la ricetta.

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